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mercoledì, 23 luglio 2008

Traversata omòfona (e omònima).

Al capitano, capitano tutte insieme. Tirata l'ancora, ancora si chiede se la pesca andrà bene, mentre un residuo  di  pesca gli solletica il palato fino a  farlo tossire.  La porta della cambusa è aperta e l'aria della notte porta su un profumo di cena. Il capo della nave abbassa il capo annusando verso quella delizia.

Leggere volano le vele, ma lui vorebbe leggere il mare, scrutare il miglio che lo separa dalla meta, per sua sfortuna i gabbiani non disdegnano di avere ancora un miglio davanti. 

Il nostromo mangia un'aringa al sale, mentre sale diretto al ponte di comando. I venti spirano nella direzione giusta e i venti marinai delle paranze al seguito, hanno seguito il consiglio del più anziano.

La notte è propizia. Mentre infilza l'asta sul dorso di un tonno il capitano pensa all'asta che ci sarà il giorno dopo. Pensa a quando vendette il pescato di seconda scelta a un gruppo di ristoratori le cui vendette lo perseguitarono per anni.  Intanto sogna un pezzo di arista alla brace infilzata su una bella arista.

Il suo collega marconista si collega con la capitaneria di porto,  i marinai dopo la fatica si consolano tuffando il loro palato nel porto.

 

 

 

 

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categoria:circolare, giocoso, bisticcio
martedì, 22 luglio 2008

Etereo

Lei se ne stava in disparte, guardava i fiori di cactus riflettere bagliori vermigli;  lui non la vedeva, immerso in un mondo infinito dove la notte si fonde col giorno.
Sconosciuti a se stessi eppure intimi nelle movenze, sapevano di essere legati da un filo sottile che andava oltre il tempo e le cose, mescolati alle aurore e ai notturni di berceuses e ballate.
Ninfe plebee nella mente, lui adornava i costoni del monte con aculei di rara bellezza - rosso splendore di un innocente silenzio - accostava le stelle, disegnava le nuvole, sospingeva i fardelli di pianto e dolore dentro i raggi di un grande asfodèlo.
Lei saliva, scendeva , si affannava e soffriva, ogni tanto spariva o rifletteva se stessa in uno stagno di pallide hoya.

Dietro a un Bizet ballarono tutta la notte. Non si lasciarono più.

L'uomo e la sua ombra.

 


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categoria:onirico