"Unico strumento del nostro lavoro sarà l'immaginazione.Occorre rimparare l'arte di costruire, per inventare i miti freschi onde possa scaturire la nuova atmosfera di cui abbiamo bisogno per respirare. (...) Il mondo immaginario si verserà in perpetuo a fecondare e arricchire il mondo reale...Immaginazione, fantasia... L'esercizio stesso dell'arte diviene un rischio d'ogni momento. Non esser mai certi dell'effetto. Temere sempre che non si tratti d'ispirazione ma di trucco...(Massimo Bontempelli, Realismo Magico)"


**QUESTIONI DI LIBRI**

venerdì, 23 gennaio 2009
Carnem levare



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Luigi De Giudici "scomposizione di donna"



Il primo giorno di carnevale Arianna si svegliò col viso completamente anagrammato.  Sapeva che in questo periodo la carne vuole essere sollevata dagli affanni, ma sperava in una più eccitante scomposizione del corpo: che so, la sua virtù migliore al posto dei freni che le impedivano di partire al primo colpo d'accensione, il lato B al posto della Vanda e della Jolanda che al mattino stentavano sempre a stare su come metà di una mela soda, lo stomaco al posto del cervello ché il grigio di tanta materia non donava affatto al suo incarnato.


Fatto sta che quella mattina, guardandosi allo specchietto per le al_lode, sue fedeli amiche di ventura,  Arianna si ritrovò con la bocca al posto del naso, le orecchie al posto degli occhi, gli zigomi sopra la testa, i capelli sotto il mento, la lingua come piercing.  Mai le era successa una cosa simile, neanche quando aveva partecipato alla gara di parole scomposte indetta dalla pro_loculo della sua parrocchia.

Il mostro che apparve nello specchio si mise a parlarle con enfasi:

Annaria arca,
i tuoi chioc son mira_cilia,
òsino tue  occhiere sentir
gualin ch'arde al pircing
Migozi sotto,
non mento
se pellica e  sano
serrano
occab al mio stupore...

Arianna non si commosse affatto e rispose al mostro con alterata favella
:

Ergo Tale,
tu resticerde che
aspre mi ahi per il denatreo...
Eh no trucillo!
Ti promo a pizze,
tinta e lipocci,
e rittemo gli artibrutti
a posto orlo.

Così sia.

(le parole in neretto sono anagrammi, provate a ricostruire le parole originarie, non è cidìffile)

 
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lunedì, 19 gennaio 2009

Canne & drugs, ovvero cervelli in fumo (re-post)


Qualche anno fa mi giunse un invito a partecipare, come ospite d'onore, all'incontro di tutti gli ex studenti della quinta C dell'Istituto per Ragionieri, organizzato dal figlio della mia dirimpettaia, Giuliano detto Julian: uno scapàto che non so proprio come abbia fatto a diplomarsi, trovare lavoro - di quelli da posto fisso - sposarsi ed avere una bambina.

Mi ricordai di lui, il suo sguardo spento non gli donava sembianza di persona intelligente e il suo sorriso ebete, perennemente stampato sulle labbra, gli conferiva la tipica aura di scemo del villaggio

(leggi tutto qui)

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