Incontri fatali
Una bellezza infame e tutta sua, questo era il desiderio ricorrente di Gina. Una sera, ma solo una sera, il suo desiderio fu esaudito.
Ci mise molto impegno per vestirsi e truccarsi non con i riccioli e le volute a cannelloni come la Bulla descritta da Bacchelli, ma ricordando Mizzi, la russa che abitava sul piano di casa sua e che una sera aveva infilato la lama nel ventre del suo sfruttatore, con indifferenza serena mentre il sangue faceva una chiazza scura nella luce del lampione.
Gina cercò di carpire quella felicità torbida e ambigua che aveva visto negli occhi di Mizzi quando... (leggi tutto qui )

p.s. a tutti coloro che hanno già letto questo minimo,
dove p.s sta per post-abili scuse


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