Carnem levare

Luigi De Giudici "scomposizione di donna"
Il primo giorno di carnevale Arianna si svegliò col viso completamente anagrammato. Sapeva che in questo periodo la carne vuole essere sollevata dagli affanni, ma sperava in una più eccitante scomposizione del corpo: che so, la sua virtù migliore al posto dei freni che le impedivano di partire al primo colpo d'accensione, il lato B al posto della Vanda e della Jolanda che al mattino stentavano sempre a stare su come metà di una mela soda, lo stomaco al posto del cervello ché il grigio di tanta materia non donava affatto al suo incarnato.
Fatto sta che quella mattina, guardandosi allo specchietto per le al_lode, sue fedeli amiche di ventura, Arianna si ritrovò con la bocca al posto del naso, le orecchie al posto degli occhi, gli zigomi sopra la testa, i capelli sotto il mento, la lingua come piercing. Mai le era successa una cosa simile, neanche quando aveva partecipato alla gara di parole scomposte indetta dalla pro_loculo della sua parrocchia.
Il mostro che apparve nello specchio si mise a parlarle con enfasi:
Annaria arca,
i tuoi chioc son mira_cilia,
òsino tue occhiere sentir
gualin ch'arde al pircing
Migozi sotto,
non mento
se pellica e sano
serrano
occab al mio stupore...
Arianna non si commosse affatto e rispose al mostro con alterata favella:
Ergo Tale,
tu resticerde che
aspre mi ahi per il denatreo...
Eh no trucillo!
Ti promo a pizze,
tinta e lipocci,
e rittemo gli artibrutti
a posto orlo.
Così sia.
(le parole in neretto sono anagrammi, provate a ricostruire le parole originarie, non è cidìffile)