Voleva un gatto nero.
Lo sapevano tutti, a Giacomina piacevano i gatti. Non solo quelli veri, ma anche di pezza, di terracotta, di peluche, in posa da fermarcarte o cestino per la carta straccia, portabiancheria o portasapone, quarantaquattro tutti in fila e tanto d'altro. La sua casa era circondata da gatti, dentro e fuori, tutti rigorosamente neri. Era rimasta sensibilmente impressionata da piccola dall'accorata richiesta di quella bimba con le treccine che, reclamando il suo gatto nero, aveva procurato fama e benessere alla sua famiglia.
"Perché neri Giacomina? I gatti neri portano sfiga sai?
Giacomina per anni aveva sentito parenti e amici ripetere che i gatti neri sono portatori di cattiva sorte. Poveri!
In realtà sono bellissimi e vittime di tremende illazioni; ma tant'è nobody si avvicinava alla sua casa per via di quel pelo nero porta-sfiga.
Vita grama, niente amore, no lavoro neanche Co.Co.Pro, amici zero, Giacomina si ritrovò un giorno a meditare sulla relazione gatto nero=sfortuna vera.
A furia di associare nero a sfiga, sfiga a sfortuna, nero a pelo, pelo a sfiga, un bel giorno Giacomina perse per strada la S e si convinse che la Fortuna o Figa ci stava proprio bene col pelo nero.
Si guardò allo specchio, si accertò delle sue qualità intrinseche e nel giro di poco tempo abbandonò i gatti al loro destino, mettendo su un'attività che la fece diventare un' imprenditrice di successo. Guadagnò molti soldi, tanto da diventare ricca, famosa e...ricercata.
Un brutto giorno la S quatta quatta tornò e decise di abbracciare stretta l'antica Fortuna (o Figa che dir si voglia). S, *La Madama*, si presentò a cavalcioni di una pantera nera, degna ascendenza del gatto nero.

dopo aver letto qui la fine che può fare chi sottovaluta il potere del gatto nero


A ..


