Lui e Corinne erano stati obbligati a incontri fugaci e proibiti, dei quali nessuno doveva sapere: il più timoroso era stato lui, aveva resistito a lungo alla bellezza siderale di Corinne, ai suoi occhi grigi di un lucore metallico, alla voce flautata e seducente, alla lunga chioma da sirena, al corpo sinuoso che lui poteva sfiorare quando voleva ma senza mai tentare l'affondo.
La prima volta che era entrato nella stanza di lei il tempo si era fermato e il sole si era nascosto, abbagliato dalla luce emamata dalla splendida creatura e lui era rimasto a bocca aperta mentre il direttore capo gliela presentava con un largo giro di parole.
Alla fine aveva ceduto al fascino di Corinne ed erano stati pomeriggi stupendi, un giorno dietro l'altro, sempre attento che i suoi colleghi non li scoprissero. Mai nessuna gli aveva procurato brividi così intensi.
Si era scoperto innamorato e s'era deciso a chiederle di sposarlo, magari in gran segreto nella chiesetta dietro l'angolo, a due passi dall'ufficio.
"mi-hai-fatto-male-non-dovevi-premere-quel-pulsante-lì-al-centro-del-petto-non-ho-
un-cuore-non-sono-un-umano-sono-un-robot-e-i-robot-sono-asessuati-come-gli-
angeli-e-non-so-se-sono-femmina-anche-se-mi-hanno-costruito-con-le-tette-i-
capelli-biondi-e-gli-occhi-cerulei-----E-tu-fatti-un-paio-di-occhiali-da-miope-più-
efficaci-ché-quelli-lì-non-vanno- affatto-beneeeeeee...e....e "
Corinne si accasciò con un rumore di ferraglia accartocciata.



A ..

