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sabato, 23 agosto 2008

 Le stelle bucano il vuoto

Clara riflette sulla sua improvvisa situazione di donna sola. Ha trentasei anni e ha già provato l'abbandono e il disprezzo. Vorrebbe fare, dire, rovesciare il mondo, ma soprattutto dire..

La parola, improvvisamente, tace.  Che avrebbe mai da inventare come suono di cembalo nel grigio pomeriggio di un inizio autunno? Tutto è stato detto, tutto è stato già scritto...
Creare forse un nuovo Aleph o restare muti, inerti?
E poi cosa?
Un post-scriptum, una nota a margine, un codicillo sotto una riga macchiata di lacrima nera?
Chi capirebbe?
Ogni interpretazione della realtà assume nella sua testa una forma vaga, di nuvole sfilacciate dalle quali fa capolino l’azzurro del suo niente.
Clara vorrebbe impressionarlo questo nulla, con sbavature d'illusioni; scrivervi lettere  col dito intinto nel suo orgoglio; disegnare un orizzonte sul quale un profilo può stagliarsi di nuovo, come se fosse ieri...
Vorrebe scrivere, consolare, consolarsi... Ma scrivere è desiderare e Clara  non può più avere desideri né sogni da coltivare.
Allora le sillabe  restano mute e invisibili,  come radici costrette a succhiare linfa dalla profondità del suo corpo.   Il quale oppone resistenza e il segno nulla può contro l’inerzia.

Il teatro del pensare-dire-fare a tratti prende il sopravvento,  la parola si forma ma muore sull’istante.
Il suo cielo rimane confuso da memorie che ottenebrano come foschia bassa. Da qualche parte, le sente, divampano ancora. 

Erato non soccorre. Le stelle bucano il vuoto.

postato da: elisnelpaese alle ore 11:30 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 20 agosto 2008

Crepe di cuore

La casa della jeune fille è un porto di mare, anche se il mare è assai lontano.

Vanno e vengono [ non invitati] fantasmi, spettatori assurdi dei suoi desideri, replicanti di sogni e fantasie di ragazza, intrusi che sciorinano pezzi di vita che non vuole schiudersi nella sua pienezza.

Accende le luci la jeune fille, li accoglie tutti nel salotto buono, offro loro rosolio di memorie...insieme sfogliano l'album delle passioni

***i  finti amori, gli affetti che durano nel tempo, i viaggi di lavoro e quelli di piacere, le corse sull'argine del fiume, i pioppi con la loro piuma bianca che avvolgeva come insidiosa coperta, le risate sotto un manto di astri e pianeti, l'amore nel retro di una piccola vettura, la quiete in città, l'eros in collina, le estati al mare***

La casa della non più jeune fille non ha finestre né porte, solo gallerie scavate nell'anima ,   crepe di cuore che ha ricucito col puntocroce,  pareti di pelle  dipinta con merletti e insulti, anfratti di architettura incompresa,  angoli ciechi di occhi perduti,  terrazze di parole ignorate,  giardini d'ombra e di luce, vicoli di sogni affidati al  tempo e al vento.

 

postato da: elisnelpaese alle ore 00:21 | Permalink | commenti (4)
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